DOMANDE FREQUENTI

DOMANDE FREQUENTI 

Se ho solo un lavoratore, devo comunque adempiere a quanto previsto dal D.Lgs. 81/08?
Si. Indipendentemente dal numero di lavoratori, quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 si applica a
tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati.

Come devo comportarmi quando assumo un dipendente, un collaboratore familiare o una stagista?
Anche le società con due sole persone devono adempiere alle normative sulla sicurezza sul lavoro, di conseguenza: 
1. Redigere il documento di valutazione dei rischi (DVR).
2. Nominare un responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), che può essere ricoperto dal datore di lavoro, purché in possesso di un attestato di formazione rilasciato ai sensi dell’art.10 del D.Lgs. 626/94 oppure ai sensi dell’art.34 del D.Lgs. 81/08, comunque con riferimento al D.M. 16 gennaio 1997
3. Far eleggere un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) un lavoratore che viene eletto dai
colleghi perché si occupi in modo particolare dei problemi connessi alla tutela della salute e della sicurezza. 

Che conseguenze subisco se non provvedo agli obblighi di legge in materia di sicurezza sul lavoro?
Nel caso in cui gli enti preposti facciano una visita ispettiva alla tua azienda e tu non sia in regola con gli adempimenti di cui sopra, ti sarà verbalizzato il reato e sarà data notizia in procura.
Il mancato rispetto di queste procedure è penale e punibile con:
Arresto da 2 a 6 mesi.
Ammenda da 2.000 a 8.000 euro.

Se non viene nominato il RSPP cosa succede?
In caso di mancata nomina, il datore di lavoro è punito con l’arresto da 4 a 8 mesi di reclusione o con l’ammenda 
da 5.000 € a 15.000 €

 A quali conseguenze vado incontro se non nomino il Medico Competente?

Il datore di lavoro viene punito con:
Arresto da 2 a 4 mesi.
Ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

Con quale frequenza è necessario fare le visite di sorveglianza sanitaria?
La frequenza è a discrezione del medico, in base alla tipologia dei lavoratori e dei rischi 
a cui vanno incontro durante l’attività.

Chi è il RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza)?
In seguito a quanto indicato dall’art.2 del D.lgs.81/08 il «rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza» è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli
aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Sulla base di quanto indicato nell’art.47
del medesimo decreto, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è istituito a livello
territoriale o di comparto, aziendale e di sito produttivo e tale figura è eletta o designata in
tutte le aziende, o unità produttive, indipendentemente dalla tipologia di attività o dal numero
dei lavoratori. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al
loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto
produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48. Nelle aziende o unità produttive con più di
15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori
nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il
rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno. Il numero minimo di RLS è di
un rappresentante nelle aziende o unità produttive sino a 200 lavoratori, tre rappresentanti
nelle aziende o unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori e sei rappresentanti in tutte le altre
aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti è
aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione
collettiva.

Come si elegge il RLS?
Nelle aziende, o unità produttive, che occupano fino a 15 lavoratori il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo; 
invece nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda o, in loro assenza, dai lavoratori dell’azienda al loro interno. 
Il numero dei rappresentanti è stabilito in sede di contrattazione collettiva, ma in ogni caso è indicato un numero minimo in base al totale dei dipendenti e precisamente: un rappresentante nelle aziende o unità produttive sino a 200 dipendenti; tre rappresentanti nelle aziende o unità produttive da 201 a 1000 dipendenti. sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive.

 Se il lavoratore RLS cessa il rapporto di lavoro che cosa succede?
Se il lavoratore cessa il suo rapporto di lavoro si dovrà procedere all’elezione di un nuovo RLS 
con le stesse modalità 
del precedente.

Quali sono le sanzioni eventuali relative al RLS?
Nel caso in cui il datore di lavoro non informi e formi i lavoratori in merito al loro diritto di eleggere un rappresentante,
oppure non collabori nel permettere la verifica delle misure di sicurezza da parte del RLS, le violazioni sono punite con
l'arresto da 2 a 4 mesi o con l’ammenda da € 800 a € 3.000. 
Nel caso in cui il datore di lavoro non effettui la comunicazione annuale all'INAIL.

 Cosa comporta non seguire i corsi di aggiornamento?
Comporta la nullità della nomina, in quanto l’incaricato non risponderebbe più ai requisiti di competenza e formazione
richiesti per legge al fine di ricoprire la carica.

Chi è l’addetto antincendio?
Trattasi di uno o più lavoratori incaricati dell'attuazione delle mi..sure di prevenzione incendi,
lotta antincendio e gestione delle emergenze , nominate dal datore di lavoro in seguito all'esito
della valutazione dei rischi d'incendio effettuata e sulla base del piano di emergenza
eventualmente elaborato. I lavoratori designati devono frequentare il corso di formazione di cui
all’art. 7 del DM 10.03.98.

 Chi è l’addetto al Primo soccorso?
Trattasi di uno o più lavoratori nominati dal datore di lavoro, tenendo conto della natura della
attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente
ove nominato, incaricato di prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di
assistenza medica di emergenza, stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni di gestione
emergenze (118). Tali addetti sono formati con istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle
misure di primo intervento interno e per l'attivazione degli interventi di pronto soccorso. La
formazione e' svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di
emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.

Quale formazione e aggiornamenti devono fare i miei lavoratori?
Il D.lgs 81/08 art.37 e successive modifiche apportate dall’Accordo Stato Regioni del 21
Dicembre 2011, danno i parametri per la formazione dei lavoratori, innanzitutto la formazione
varia a seconda del tipo di attività avremo quindi:
 Formazione e informazione uguale per tutti 
a cui si aggiungono:
 Formazione Rischio Basso (4 ore)
 Formazione Rischio Medio (8 ore)
 Formazione Rischio Alto (12 ore)

Cosa sono i DPI?
Si intende per dispositivo di 
protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere 
indossata 
e
 tenuta dal lavoratore allo scopo di 
proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di 
minacciarne 
la sicurezza o la salute durante il lavoro, 
nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

 La tuta è un DPI?
In generale no, perché non sono 
dispositivi di protezione individuale gli  
indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non 
specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore. 

Il lavoratore può essere 
sanzionato se non usa i DPI?
Il lavoratore può essere sanzionato dall’organo di vigilanza se non usa i DPI messi a disposizione dal datore di lavoro con
l’ammenda di €.150,00, da rivalutare ogni cinque anni in misura pari all’indice Istat dei prezzi a consumo.

Cosa sono il PSC, il PSS e il POS?
Il PSC è il documento più importante per la sicurezza di un cantiere temporaneo o mobile poiché dà le indicazioni sul “come” quel cantiere dovrà essere strutturato per realizzare in sicurezza l’opera progettata. Il PSC è specifico per il singolo cantiere ed è redatto dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione. 
Il Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS) viene redatto nel caso di un appalto pubblico, quando i lavori non richiedano la redazione di un Piano di Sicurezza e Coordinamento, cioè in quei cantieri in cui è prevista la presenza di una sola impresa. Tutti i datori di lavoro delle imprese esecutrici che operano in un cantiere temporaneo sono obbligati a redigere il POS (Piano Operativo di Sicurezza). Sostanzialmente costituisce la valutazione dei rischi specifici relativi alle attività che si svolgeranno in quello specifico cantiere. 
Il POS deve tenere in considerazione non solo le misure di prevenzione e protezione per ridurre i rischi connessi con l’attività da svolgere nel cantiere, ma anche tutte le misure prescritte nel PSC per ridurre i rischi interferenti derivanti dalla contemporanea presenza di più imprese nel medesimo cantiere. I contenuti minimi del POS sono indicati nell’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008.







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